a Casa Ariet

Scarabocchi di una vita qualsiasi a tasso variabile
domenica, 18 gennaio 2009

DELUSIONI

Ci sono persone che nel mondo virtuale sono una cosa e nella realtà sono una totale delusione. Io ne ho beccate diverse e ieri una su tutte.
Abbiamo chattato per un paio di mesi su msn, parlando del più e del meno. Sembrava una persona interessante, almeno da conoscere di persona. Poi abbiamo deciso di vederci, per un te nel pomeriggio. Io, sempre molto sospettosa, decido luogo pubblico e ora strategica: se non va, ci si defila per la serata; se va, si proseguono le danze.
Arrivo all'appuntamento con un sorriso smagliante, il rossetto e in tiro da grandi occasioni. Lui molto sobrio: jeans e maglia di cachemire, camicia e un simpatico basco. Ma già l'impatto visivo non è dei migliori. Le foto a volte traggono in inganno. Ci salutiamo dandoci la mano e presentandoci, io provo a tentare un bacetto sulle guance ma non colgo reciprocità e rinuncio. Ci sediamo e ordiniamo. La conversazione langue, siamo impacciati e non so come e cosa dire. Infilo una serie di banalità e lui mi segue a ruota. Provo a dire qualche battuta per sdrammatizzare e lui non le capisce. Dopo un'ora avevo già un altissimo tasso di scassamento di coglioni. Gli argomenti si susseguono nell'ordine: il tempo, il lavoro di lui, il lavoro mio, la fotografia, i suoi corsi di fotografia, le sue fotografie (che ho già visto su flickr e non mi piacciono), il concetto di fotografia, l'attrezzatura del fotografo, le uscite fotografiche, il circolo fotografico. Io sostengo che non mi piacciono i corsi, che sono una fotografa istintiva, che non ho una tecnica, guardo nell'obiettivo e inquadro quello che mi trasmette qualcosa. Si discute su queste divergenze di opinioni per mezzora, e intanto guardo l'orologio per vedere quando posso finire questa agonia. Conclude l'incontro pagando solo per sè e salutandomi dicendo: mi sa che non c'è feeling...
Almeno una cosa lo è: perspicace.
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categoria: delusioni, momenti da dimenticare


lunedì, 17 novembre 2008

PER UN AMICO

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categoria: dediche, delusioni, amici di ariet


venerdì, 07 novembre 2008

Passata la bufera, Ariet si rialza. A schiena dritta e testa alta.
E' passata l'epoca dei rimuginamenti su cosa ho sbagliato o delle ricerche dei perchè. Stop.
Le sfighe quotidiane, che in certi giorni si accumulano come la polvere sui mobili, ogni tanto ti sfiniscono e il morale che precipita sotto la suola delle scarpe.
E allora per fortuna ci sono loro, gli amici veri, quelli che ti sono vicini davvero, senza grandi gesti ed ostentazioni, senza fare i buffoni e senza inutili euforie.
Ti ascoltano, ti incoraggiano, ti consigliano, ti sopportano, ti vogliono bene.
Gli altri, quelli che ti deridono senza un motivo, solo per il gusto di farti male, amici non sono. Quelli che ti fanno sentire sempre la sfigata e non fanno niente di concreto, amici non sono. Quelli che ti tagliano fuori dalla loro vita e ti rinnegano come una mela marcia, amici non sono.
Ma per fortuna ce ne sono altre di persone, che sanno cosa fare, che sanno fin dove spingersi e capiscono dove e quando fermarsi. Che non ti danno le colpe per non assumerle loro, che non ti fanno sentire una merda quando già ti ci senti da sola.
Peccato che queste persone le ho trovate solo ora, perchè sono la linfa vitale che mi da l'energia per andare avanti.
Sono complicata, lo so. Non è facile capirmi, ma credo anche di avere delle qualtà e di essere sempre stata disponibile per quello che potevo. Se si guarda solo la parte peggiore di una persona non è amicizia. L'amico ti vede per ciò che hai di buono.
Se un giorno non si ha voglia di ridere e scherzare non significa che si è un musone, quando per mesi e mesi hai tenuto su il morale a tutti.
Credo di essere fortunata perchè nonostante certe situazioni non proprio idilliache, ho ancora chi mi sa apprezzare. A queste persone va il mio grazie.
Perchè anche se stremata e con le ovaie in giostra, mi vogliono bene!
postato da ariet64 alle ore 09:56 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: delusioni, rinascite


sabato, 01 novembre 2008

Roma | 30 ottobre 2008
Il Vaticano: "I gay non potranno diventare sacerdoti". Grillini: è razzismo
 
Non possono diventare sacerdoti persone con "tendenze omosessuali fortemente radicate". A tre anni da un documento della Congregazione per l'educazione cattolica (2005), lo stesso dicastero della Santa Sede pubblica un testo di piú ampio raggio, 'Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio', che torna anche sul tema dell'omosessualitá in seminario.

"Il cammino formativo - si legge nel documento - dovrá essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacitá ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualitá di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturitá (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertá nelle relazioni, eccessiva rigiditá di carattere, mancanza di lealtá, identitá sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, ecc).

Lo stesso - aggiunge il documento - deve valere anche nel caso in cui risultasse evidente la difficoltá a vivere nel celibato, vissuto come un obbligo cosí pesante da compromettere l'equilibrio affettivo e relazionale". Nel 2005 la congregazione vaticana responsabile dell'educazione pubblicó una 'Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri'. L'iniziativa venne assunta sulla scia dello scandalo pedofilia negli Stati Uniti, anche se, all'interno della stessa Chiesa cattolica, diverse voci si levarono contro una connessione tra pedofilia e omosessualitá.

Grillini: razzisti
Sui preti gay siamo in "presenza di un vero e proprio razzismo e della solita ossessione omofoba propria degli apparati clericali". Lo afferma Franco Grillini,
presidente di Gaynet.

"Se per fare il prete il requisito principale e' la castita', ovvero la, impossibile, rinuncia a qualsiasi attivita' di carattere genitale, l'orientamento sessuale dovrebbe essere irrilevante. E invece no - ha aggiunto Grillini - se uno e' gay niente sacerdozio. Siamo qui di di fronte ad una brutale discriminazione che contribuisce a diffondere il veleno dell'esclusione e del razzismo omofobico".

"Con ogni probabilita' l'intento e' quello di fugare il sospetto di essere un'organizzazione omosessuale di massa come accade inevitabilmente alle strutture monosessuali coatte basate sulla rigida separazione tra donne e uomini. La conseguenza - ha concluso - sara' quel crollo nel numero dei preti cattolici che e' gia' un dato di fatto sotto gli occhi di tutti perche' il celibato e', quello si', decisamente e incontrovertibilmente contro natura".

Ancora una volta sono senza parole.
Mi sconvolgo, ma ormai dovrei averci fatto l'abitudine, e mi preoccupa non poco. Da cattolica mi sento indignata e completamente tradita. Perchè l'omosessualità è ancora vista come una "devianza", una carenza, un "difetto di fabbrica", che impedisce di essere degni di accedere a certi ruoli.
Non si può accedere a concorsi pubblici, non si può fare il militare, non si può essere sacerdoti.
Vorrei capire quali psicologi frequentano le alte cariche della chiesa (e lo scrivo in minuscolo!), quali parole del Vangelo giustificano queste uscite infelici, e dire infelici è dir poco...
Perchè vivere la castità è un problema solo per i gay? Perchè invece gli etero possono farlo senza traumi? Perchè pedofilia è sempre uguale omosessualità?
Come si pensa di creare serenità nella gente con affermazioni simili?
Non si pensa a chi è costretto a nascondersi, sul lavoro e nella società, perchè sa che vivendo alla luce del sole avrebbe addosso il marchio del "diverso" o peggio ancora dell' inferiore? A quante persone devono recitare tutta la vita per non far capire chi sono, chi amano?
Ho veramente paura, sono sconvolta e sempre più delusa da questa chiesa.
Mi chiedo se Cristo tornasse sulla terra cosa direbbe loro.
Io non sono Cristo, ma mi sto allontanando sempre di più, voglio troppo bene a persone stupende che hanno solo da insegnare agli alti prelati in fatto di dignità e di coerenza, di solidarietà e amore, voglio troppo bene alla libertà di essere ciò che si è.

 

postato da ariet64 alle ore 11:33 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: delusioni, post serio, vergogna, blog solidale


lunedì, 06 ottobre 2008

GRAZIE VI'

Non so da dove arrivi
con chi adesso vivi
pero` sei una bella
sorpresa per me.
Non so che cosa hai
in mente
non so se c'e` un assente
pero` tu resta per un po`.
Perche` io ho bisogno
di un piccolo aiuto
e lo sai nel mio letto
c'e` un posto per te
dormi pure se ti va
e riposati quanto vuoi
ho bisogno di serenita`
e di un piccolo aiuto.
Io e te due vite strane
e un mare di troppe
grane io e te
di nuovo qui io e te.
Se vuoi io ti preparo
un caffe` un po` leggero
cosi` puoi dormire
se lo vuoi.
Perche` io ho bisogno
di un piccolo aiuto
e lo sai nel mio letto
c'e` un posto per te
non parlare se non ti va
e riposati quanto vuoi
ho bisogno di serenita`
e di un piccolo aiuto.
Io ho bisogno
del tuo aiuto e lo sai
nel mio letto c'e` un
posto per te
questa volta come vedi
non mi reggo piu`
nemmeno in piedi
ho bisogno di serenita`
e di un piccolo aiuto.

 

postato da ariet64 alle ore 19:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: confessioni, delusioni, musica maestro, amici di ariet


domenica, 13 luglio 2008

STAND BY

Oggi sono troppo delusa, amareggiata, arrabbiata, ho troppe domande a cui non so dare risposte...
Meglio che resti in stand by e non mi esprima...
postato da ariet64 alle ore 10:36 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: delusioni


giovedì, 10 aprile 2008

VENDITTI E LA GENTE

Stasera sarei dovuta andare al concerto di Venditti. A Natale due amici mi hanno regalato il biglietto ed era finalmente arrivato il grande giorno.
Poi ieri ho saputo (tra l'altro per caso!) che il concerto è stato rinviato al 15.
Perchè?
Un malore, un'infuenza, un attacco di raucedine?
No.
Perchè Veltroni gli ha chiesto il piacere di cantare all'ultima tappa del suo tour in pulman a far campagna elettorale!
E Venditti ha detto che i mantovani avrebbero capito.
Certo, caro Antonello, i mantovani capiscono che a te interessa di più un politico delle migliaia di persone che si fanno un mazzo tanto dalla mattina alla sera per pagare fior di soldi te che invece te ne freghi di loro, del fatto che magari il 15 si sono già organizzati altre cose  e che magari per oggi si sono presi un giorno di ferie. Ma tanto noi pendiamo dalle tue labbra e siamo sempre lì, a tua disposizione, solo perchè viene prima Veltroni e i suoi capricci da bambino che VUOLE VENDITTI AL SUO COMIZIO!
Probabilmente se l'avesse fatto Berlusca chissà che casino sarebbe successo da parte del PD, che a quanto pare di democratico ha ben poco.
Io spero che questa cosa faccia riflettere tutti i mantovani e non.

Cari Venditti e Veltroni, sapete cosa dico? La V del vostro cognome è la stessa, come la stessa di un'altra parola.

Vaffanculo.

postato da ariet64 alle ore 10:58 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: sclerate, piccoli sfoghi, delusioni, vergogna, momenti da dimenticare, ire funeste


martedì, 22 gennaio 2008

HANNO UN BEL DIRE...

Hanno un bel dire gli altri che bisogna fregarsene, che non vale la pena, che poi passa...

...Ma quando un amico ti fà male e ti delude profondamente... è terribile.

postato da ariet64 alle ore 12:20 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: tristezza, delusioni, amici di ariet


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