Buon Natale alla mia mamma che ha fatto dei tortelli e degli agnoli squisiti. Buon Natale a mia sorella, e anche a mio cognato (... sgrunt!) che hanno fatto una nipotina stupenda. Buon Natale ad un'amica che mi ha annunciato ieri notte di aspettare un bambino. Buon Natale ad un amico che mi ha regalato un film divertentissimo che mi ha tenuto compagnia e regalato risate a più non posso. Buon Natale ad un'amica che mi è stata vicina con discrezione in un brutto momento. Buon Natale ad un amico che mi ha telefonato per farmi gli auguri e sapere come stavo. Buon Natale alla mia collega che mi ha dimostrato un affetto e una gratitudine che non mi aspettavo. Buon Natale ad un amico che mi ha fatto capire con uno sguardo e una bottiglia che, al di là di tutto, mi vuole bene. Buon Natale ad un'amica che ha chattato in msn tutto il pomeriggio, raccontandomi il menu del suo cenone e del suo pranzo e facendomi ingrassare solo a sentirla. Buon Natale ad un amico che si ricorda sempre di farmi gli auguri per primo. Buon Natale agli amici di questo blog, uno per uno, come se fossero qui attorno alla mia tavola con un bicchiere di spumante a festeggiare. Buon Natale all'amica che ho ritrovato dopo tanto tempo, e che pensavo di avere persa. Buon Natale a chi mi ha ascoltato e consigliato. Buon Natale a chi ho conosciuto, incontrato e creduto di amare, poi non ha saputo capirmi e aspettare. Buon Natale a chi non ho mai voluto incontrare per paura. Buon Natale agli amici di Roma che mi aspettano da mesi e che spero di abbracciare presto. Buon Natale a chi mi ha pensata in questi giorni. Buon Natale a chi sa essermi vicino senza tante menate e senza fronzoli.
Buon Natale da Ariet
Ho troppe cose dentro, difficili da esprimere. Questa è la mia casa "virtuale" e non posso chiudere la porta a chi vi vuole entrare. Come diceva il titolo che avevo messo quando l'ho aperta, c'è sempre un te caldo e una fetta di torta appena sfornata.
Chi vuole sedersi, ascoltare i miei pensieri, aggiungerne di suoi, è il benvenuto.
In ogni caso qualcosa lascia.
E per questo cerco di accogliere quello che viene lasciato, consapevole che non sempre le cose sono come sembrano.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo418397.shtml
http://www.corriere.it/Cronache/2008/Maturita/team_tracce_d4509bfa-3de6-11dd-9c4b-00144f02aabc.shtml
Come cittadina italiana e come insegnante sono scandalizzata ed esterrefatta sul "piccolo" errore della Ministra dell'Istruzione (chissà perchè appena si beccano la seggiolina eliminano di botto l'aggettivo "pubblica"...) e di chi lavora per lei e si becca fior di quattrini. Hanno "soltanto" dato una traccia per uno dei temi dello scritto di italiano della maturità, attribuendo una poesia del Montale dedicata ad una donna, mentre in realtà era stata scritta per un amico.
Forse è ora che eleggano i ministri secondo le competenze e che si informassero un po' meglio prima di stabilire i titoli su cui milioni di persone mettono in gioco il proprio futuro. Forse non si chiede un Premio Nobel, ma con tutti i cervelli che fuggono all'estero, qualcuno di buono ci sarà per un posto che vale stipendi e prilvilegi da nababbo.
Ma siamo in Italia e ci tocca avere una Carfagna...
In bocca al lupo comunque e nonostante tutto agli studenti che si cuccano questi esami con un simile governo. Ne hanno proprio bisogno...
Stamattina mi sono svegliata all'alba delle 10 con il mio vicino di casa che cantava a squarciagola col karaoke. Beh, sempre meglio che essere svegliati dalla Polizia che veniva a prenderti per portarti in gattabuia... Poi qualche sms, una telefonata e una visita di un'altra vicina. Tutto nella norma. Un tranquillo Natale da zitella.
Ieri un'altra amica al telefono mi diceva che dobbiamo essere un po' meno intransigenti con noi stessi, perchè così lo saremmo anche con gli altri. Forse ha ragione. Dobbiamo capire che siamo esseri umani, che possiamo sbagliare e anche senza saperlo fare del male a qualcuno a cui vogliamo bene. E che questo possono farlo anche gli altri. Ma essere troppo duri non serve se non a stare sempre peggio. Nessuno è perfetto e non è facile accettarlo, ma questo non vuol dire adagiarsi in ciò che si è senza sforzarsi di migliorare. A questo servono gli altri. Ci danno la misura della nostra imperfezione, e per questo spesso ci fanno soffrire.
Ora vado a pranzo dai miei. Oggi sarò qui nell'etere e se qualcuno passerà potremo farci 2 chiacchiere.
Buon Natale!
Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.
Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita
