Sto cominciando la disintossicazione. Quando sento che qualcosa diventa troppo ossessivo ed eccessivo, inizio a temere. Ho già avuto altre "droghe", che mi aiutavano a tirare avanti, quando tutto andava male, conosco i sintomi, i campanelli d'allarme.
Questo mondo, il mondo virtuale, mi aveva già "rapita" anni fa, quando ho scoperto la chat. La novità, la comodità di starsene in casa, comodi, in pigiama, e poter chiacchierare con tutto il mondo, raccontarsi la propria giornata, le proprie sclerate.
Poi è arrivato, dopo anni, il blog, che è ancora il mio "posto" preferito, dopo msn, per raccontarmi. Anche questo non è stato capito da tutti ed è stato anche usato nel modo peggiore. Ma come dice la mia amica Rebecca, internet è come una medicina, sta in noi come usarlo e non abusarne.
Facebook, che era una cosa carina e divertente, è anche quello diventato un modo per far sapere le cose che si pensano senza dirle in faccia, perchè dietro una tastiera e un monitor è molto più comodo. Schiacciare il tasto "cancella" ti evita tante scocciature, tra cui il confronto. Scrivere quello che sto facendo mi ha stancato, non so, non ci trovo più niente di interessante anche lì. Come tutte le mode passa e va.
Restano alcune persone vive e vere, con cui negli ultimi mesi sto benissimo, che mi donano un sorriso e mi fanno scendere una lacrima quando ci vediamo, ci parliamo, ci abbracciamo. Sono reali, sono carne ed ossa, ci parlo al telefono, ci litigo, vado con loro a fare shopping e al cinema, ci beviamo un te e ci raccontiamo cosa abbiamo fatto durante la giornata, ci aggiorniamo sui nostri affari di cuore, progettiamo vacanze e andiamo a teatro.
Dopo tanto posso fare ciò che mi sento di fare senza sentirmi sotto processo, senza dover dimostrare niente, perchè l'amicizia è questa, prendersi per come si è, senza diritti e senza doveri, senza dover tenere la contabilità del dare e avere.
Per questo sarò molto di meno al computer e molto di più con loro, a cui dedico questo:
Ho sentito il mio cucciolo, che poi viene a trovarmi, e sono già più tranquilla. Io do sempre una possibilità agli altri, do sempre una motivazione valida, ma almeno se si desse ciò che si pretende... va beh...
Sto talmente bene che le cose mi scorrono via senza aderenze, mi girano sul momento ma poi capisco che c'è di peggio nella vita, e via...
Copio l'idea da Marmelade (che è sempre il genio del blog!) e metto le foto dei miei regali, così, per tirarmi un po' su..
Ah, auguri a tutte le Befane e Befani della mia vita!
Serata tranqui dopo la festa, i brindisi, i baci, le cose buone preparate da Robi e Michele, le foto, i giochi, la neve... Invece dei racconti meglio le immagini. Scarico le foto e le metto su FB, intanto mi bevo un broddo caldo e ascolto Paolini su LA7.
Oggi, dopo un tour in centro per foto con la neve, pranzo da Robi per finire gli avanzi, che erano ancora più buoni di ieri. Concerto di Capodanno da Vienna in tv, con i commenti di Liz, le risate. Passeggiata tra le vie del paese imbiancato, poi ritorno, te caldo, cazzeggio.
Domani ancora insieme, a Parma.
Una nuova famiglia di amici, che si fanno in quattro, che si preoccupano di sapere se tutti sono arrivati a casa, che mi chiamano per dirmi che la pasta è pronta.
E iniziare un anno con loro è una festa sul serio.
Due giorni di febbre e due di ciclo senza soluzione di continuità sono deleteri per il fisico e il morale. Oggi a scuola avrei preso a librate chiunque, e per fortuna ho un buon autocontrollo.
Stanotte ho dormito malissimo, poco e agitata. Un vento allucinante senza tregua sembrava scoperchiasse la casa e i miei pensieri negativi hanno tutti fatto salotto nella mia mente davanti ad una cioccolata calda. Risultato: due samsonite sotto gli occhi e un unico pensiero. Arrivare all'ora della nanna.
Temo che una certa faccenda stia diventando alquanto pesante. Sono combattuta sul da farsi, vorrei parlarne ma non voglio essere sempre io a cedere e non voglio un ennesimo rifiuto.
Ancora quella fottuta paura del rifiuto. Che sia un amico, un genitore, la persona di cui sei innamorata, non cambia.
E poi sì, lo dico: mi ha fatto molto male il vedermi cancellata da facebook e dai contatti msn.
Non so ancora che cazzo sta pensando, o stanno pensando, ma di certo non ha niente a che vedere con quello che è successo, che è solo un pretesto, una scusa banale. Ed anche se sempre problematico, era un rapporto importante, comunque, anche se non l'ha mai capito e creduto. Siamo diventati amici per "acquisizione", non per scelta, ma nonostante tutto gli volevo e gli voglio bene. Quando lo ho visto stare male quest'estate stavo male per lui, passavo le notti in bianco pensando che facesse qualcosa di brutto. Ma c'era sempre qualcosa che strideva. Ogni tanto si litigava, poi io cercavo di chiarire, ma mi sentivo sempre sotto esame, mi sembrava di camminare su un campo minato. Mi dicevano tutti: ma è evidente che ti odia, non ti può vedere... ma io no, cocciuta, a cercare ancora di guadagnarmi il suo affetto, come ho sempre fatto con tutti, fin dall'infanzia. Poi per un nonnulla è scoppiato il finimondo, il "vesuvio" è esploso, senza darmi nemmeno la possibilità di spiegare, di parlare, di capire e farmi capire. Ho aspettato che chiedesse di vederci, come mi aveva detto, ma niente.
Probabilmente ci vuole solo del tempo, poi la cosa diventerà normale, l'indifferenza reciproca, l'evitare accuratamente di sederci vicini a tavola, l'organizzare ritrovi separatamente.
Non capisco, ma ha un che di "ex", come se invece che amici fossimo stati compagni. Troppo forte per un banale equivoco o litigio amicale. La cancellazione... ci manca solo la restituzione dei regali!!!
Mi chiedo tanto perchè, perchè vivere questo rapporto così esageratamente, invece di lasciar correre, come invece ho sempre fatto io quando anche loro sbagliavano nei miei confronti (tutti sbagliano, errare è umano). Io ho sempre pensato che se si è amici si passa sopra tutto, si perdona, si sopporta. Invece con me tutti sono intolleranti all'ennesima potenza. Al primo passo falso... TRAC... non è un'amicizia, via, tutto cancellato, anche le cose belle e buone che ho fatto! E' successo sempre con me, mi chiedo perchè. Perchè do troppo? Perchè non chiedo niente? Perchè faccio lo zerbino? Boh!
Mi spiace anche perchè senza il confronto non si cresce, non si migliora, non si va avanti, ma si resta lì, fermi sulle proprie posizioni. E sicuramente domani qualcun altro sarà al mio posto a subire le ire funeste, perchè c'è sempre bisogno di un capro espiatorio ai propri problemi. Se no, tocca affrontarli.
Ieri, anzi, stamattina, ho fatto le 3. Senza fare grandi cose. A parlare con persone intelligenti di tutto, di relazioni, di attrazione, di legami, di pregiudizi, di amori, di amicizie, di delusioni, di sogni, di passioni, di viaggi, di vacanze, di progetti.
E anche se adesso sono rincoglionita, sono felice e soddisfatta.

Ci credete ai miracoli? Io sì, ma non tanto a quelli eccezionali e da processo di beatificazione. Credo ai miracoli piccoli, quelli banali, quelli che cambiano le cose senza un vero perchè.
Ieri sera ne è capitato uno a me.
Avevo appena scritto il post precedente, ero sola e sfiduciata, va be, non ripeto la lagna. Mi stavo per preparare ad andare a letto, prima che capitasse quello che non volevo e che temevo.
Ero in bagno e sento il messaggio sonoro di messenger che avvisa che qualcuno mi scriveva.
Piombo come un condor sul pc, il cuore in gola che batteva. Non era lui, ma qualcuno ancor più importnate. Un'amica che non sentivo da 8 mesi. Sparita nel nulla. Un paio di sms miei a cui lei non aveva risposto poi il silenzio. All'inizio dicevo che era normale, lei faceva sempre così, poi io le scrivevo se era successo qualcosa e lei diceva che era piena di lavoro eccetera eccetera. Una situazione che mi aveva un po' stancato, ero stanca di dover rincorrere io le persone. Non ho detto niente, ho pensato: quando vorrà mi cercherà lei. Ma ci pensavo sempre. Non la vedevo nemmeno in messenger, dove almeno ogni tanto ci trovavamo. Niente. Zero.
Poi ieri sera lei mi ha vista e mi ha chiamata. Siamo state a ciacolare al pc per mezzora buona, decidendo di rivederci con calma, avevamo troppi arretrati.
E il miracolo? Sono andata a letto serena, non ho più pensato a quelle maledette stronze, mi sono addormentata col sorriso e stamattina sono ottimista e positiva. Magari durerà poco, ma intanto me la godo...
Oggi il mio blog compie 2 anni!!! Eh sì, ormai è cresciuto, svezzato, cammina, parla, tra un po' andrà a scuola...
Quante storie sono passate da Casa Ariet, quanta gente si è fermata, ha bevuto un caffè o un aperitivo, si è seduta a far due chiacchiere, oppure se ne è andata, sbattendo la porta.
Il blog è come la vita, gente che va e gente che viene.
Ora, con sta mania che ha preso un po' tutti di FB, lo sto un po' trascurando, ma so che sarà una cosa passeggera. Il primo amore non si scorda mai, e lui lo è, nel mondo virtuale.
Oggi compie gli anni anche l'amico Steff, uno dei primi che ho conosciuto qui.
La torta non l'ho fatta io, non ne ho avuto tempo, forse è un po' troppo zuccherosa per i miei gusti, ma è quello che passa il convento, visto che mi è stata gentilmente regalata da un amico via etere (grazie Gatto).
Grazie, come in tutti i compliblog, a tutti voi.
Eh sì, i proverbi sono sempre veri e straordinariamente attualissimi.
Del mio amore per essi ho già parlato a lungo, ma mi piace ogni tanto ricordarlo: la saggezza popolare è una cultura dal valore inestimabile.
Riflettevo oggi, andando a scuola in bici (sì, è uno dei momenti in cui rifletto meglio, parlando anche da sola...) riflettevo sul fatto che quasi sempre veniamo valorizzati e stimati di più da persone che conosciamo da poco, piuttosto che da chi ci conosce da anni.
Io e Amico Romagnolo siamo un esempio di questo. Ora lui per me è un punto di riferimento importantissimo, so che se ho bisogno lui c'è, se non può esserci comunque mi fa arrivare il suo affetto, me lo dimostra, anche con un sms di conforto o un gesto spontaneo.
E' importante anche questo, vedere che quello che provi è ricambiato, anche in amicizia.
Un altro esempio, conoscenza ancora più recente, sono Amico Albergatore con Amico Carpigiano. Quando sto con loro mi sento bene, tranquilla, mi rilasso, mi rinfranco.
E' questa l'amicizia. E vedo che se hanno qualcosa che non va ne parlano, si aprono, si confidano, come se ci conoscessimo da sempre.
Chi invece dovrebbe capirmi con uno sguardo mi ignora, se mi interesso mi aggredisce accusandomi di volermi intromettere e controllarlo.
Ora ho capito certe cose e do un peso diverso, ma resta sempre una delusione, un'amarezza, dopo tante confidenze, tanti momenti di scambio, di confronto, tanta vicinanza in un periodo difficile.
Forse perchè sono un'idealista, una sognatrice, penso sempre che gli altri mettano il cuore che ci metto io. Invece non è così.
Mannaggia alla sensibilità...
Prendo spunto da un post di Zio Mario
(http://ziomario.splinder.com/post/18643593/Per+favore%3A+Abbattiamo+Carlo+C)
per tornare a parlare di un tema che mi sta a cuore tantissimo: le categorie.
Si parlava del nuovo personaggio dell'anno dell'Isola che miete più vittime dello tzunami, Carlo Capponi, il bidello laureato.
A parte che non capisco cosa ci sia da evidenziare che sia laureato pur facendo il bidello (come se bidello fosse uguale ad analfabeta!), comunque si diceva della sua checcaggine lampante e del fatto che da un'immagine distorta del gay, mentre Luxuria dimostra che ci sono anche gay intelligenti e senza fronzoli.
Io mi chiedo se a volte non ci sia più razzismo da parte del "mondo gay" (lo cito perchè così viene chiamato, ma ripeto, non mi piace come termine!), che tende sempre a definire, dare etichette, sottolineare la tendenza sessuale di chiunque, come per distinguere sempre il mondo in due parti.
Io discuto da anni su questa cosa, e soprattutto con i miei "amici gay", che si vedono sempre un valore aggiunto nel fatto di esserlo.
Io mi dissocio al 100 per 100 da qualsiasi discriminazione, per me l'immagine pessima è data da un Luca Giurato che non sa parlare e che esalta la sua stessa ignoranza, invece di vergognarsene, visto lo stipendio che GLI paghiamo; oppure da Michi Gioia e compagno che, col loro snobbismo da 4 soldi, disprezzano chi ha lottato per degli ideali come Vladimir Luxuria. Io mi vergogno che appartengano non al "mondo etero" come me, ma al genere umano!
Le persone si dividono in oneste e disoneste, sincere e bugiarde, intelligenti e stupide, generose ed egoiste. Queste sono etichette che dovremmo vantarci o vergognarci di avere cucite addosso.
Un amico, a cui voglio un bene dell'anima, spesso scherzando (ma non solo purtroppo...) mi disprezza o non mi considera perchè non sono gay, pur conoscendomi da circa mezza vita, mette sempre prima le sue "sorelle", come dice, ritenendoli più importanti e più amici, stimandoli di più e facendo molto di più per loro che per me. Questo per me è un dolore enorme, perchè lui invece per me è ancora più amico da quando mi ha fatto la sua "rivelazione".
Come dice Lux, bisognerebbe puntare su ciò che si ha in comune piuttosto che su ciò che si ha di diverso.
Lei è veramente un grande esempio di persona.
Non so da dove arrivi
con chi adesso vivi
pero` sei una bella
sorpresa per me.
Non so che cosa hai
in mente
non so se c'e` un assente
pero` tu resta per un po`.
Perche` io ho bisogno
di un piccolo aiuto
e lo sai nel mio letto
c'e` un posto per te
dormi pure se ti va
e riposati quanto vuoi
ho bisogno di serenita`
e di un piccolo aiuto.
Io e te due vite strane
e un mare di troppe
grane io e te
di nuovo qui io e te.
Se vuoi io ti preparo
un caffe` un po` leggero
cosi` puoi dormire
se lo vuoi.
Perche` io ho bisogno
di un piccolo aiuto
e lo sai nel mio letto
c'e` un posto per te
non parlare se non ti va
e riposati quanto vuoi
ho bisogno di serenita`
e di un piccolo aiuto.
Io ho bisogno
del tuo aiuto e lo sai
nel mio letto c'e` un
posto per te
questa volta come vedi
non mi reggo piu`
nemmeno in piedi
ho bisogno di serenita`
e di un piccolo aiuto.

Dicono che siano incompatibili. Dicono che se crescono insieme possono essere inseparabili.
Io che mi sento un po' "gatta", ho già il mio "cane",
Ci stuzzichiamo, ci diciamo di tutto, ma gira e rigira non ci abbandoniamo mai.
Passano gli anni, ci siamo detti tutto, ora non serve nemmeno che parliamo, ci capiamo con uno sguardo.
Io so quello che posso e non posso dire, tu capisci quando devi fermarti.
Quando ho visto questa foto sul blog del Doctor, ho pensato a te.
Mi hai fatto soffrire un casino, ma ti voglio un bene che non so descrivere. E sei il solo amico per cui sento questa cosa, il solo sapere che ci sei mi fa stare meglio.
Io ho tanti difetti e tu pure, a volte non ti sopporto, a volte ti detesto con tutta l'anima, e so che anche per te è così.
Ma nel mio casino di vita tu hai un posto speciale, non so per che cazzo di motivo, ma è così.
Nella mia personalissima "grammatica dell'amicizia", frutto di anni di studi e di esperienze, un capitolo importantissimo è quello dell' AMICO IN AFFIDO.
L'amico in affido è l'amico/a che ti viene affidato/a dal suo compagno/a quando viene lasciato.
La frase rituale classica è "Cerca di stargli vicino, lo affido a te perchè sei il suo amico più caro".
Ora, voglio dire qui quanto sia stronza e opportunista questa cosa.
Primo: perchè da un peso, una responsabilità ad una terza persona, che comunque, essendo amica, sa che deve stargli/le vicino, pensando che, se non fosse detta, se ne laverebbe le mani.
Secondo: perchè il "mollatore/trice" in questione è a posto con la coscienza, da la patata bollente ad un altro, se ne infischia, può fare quel che vuole che tanto C'E' L'AMICO PRONTO AD AIUTARE IL TAPINO/A NEL DRAMMA DELL'ABBANDONO.
Terzo: perchè mette in mezzo qualcuno che nella storia, nei problemi, nel rapporto non c'entra niente, coinvolge qualcuno che magari a suo tempo è stato messo da parte come amico perchè L'AMORE VIENE PRIMA DI TUTTO, DEVI CAPIRE CHE SE NON HO PIU' TEMPO COME PRIMA PER GLI AMICI E' NORMALE CHE SIA COSI', BLABLABLABLABLA....
Ragazzi, non lasciatevi travolgere dai sentimentalismi, non lasciate che le coppie che scoppiano vi feriscano con le loro schegge di rabbie, di rancori, di cattiverie reciproche, che vi buttino addosso le loro miserie.
Gli adulti dovrebbero saper gestire da soli le relazioni, almeno si spera.
L'amico non è la scialuppa di salvataggio, non è l'ultima spiaggia.
Ieri ero già predisposta ad un sabato sera casalingo, avevo un paio di film da vedere e un'insalatona pronta nel frigo.
Passo da mia sorella prima di cena, poi mi dico: già che sono qui vado a trovare lo Chef, un amico che ha un ristorante albergo lì vicino, che mi deve anche restituire il mattarello (sì questa è un'altra storia...).
Entro al ristorante e ci trovo altri due amici che aspettano una terza per cenare insieme. Subito sono presa dalla tentazione di andarmene perchè non voglio essere invadente, poi mi metto a chiacchierare con una di loro, che racconta il suo viaggio a Istambul, e passa il tempo, e arriva l'ora di cenare, e mi chiedono di aggregarmi, anzi, lo danno per scontato.
Beh, ho passato una delle serate più belle degli ultimi tempi, senza problemi, senza paura di dire le cose sbagliate, senza sentirmi giudicata, senza frecciate cattive, senza dovermi sentire sotto esame. Abbiamo parlato di viaggi, di cinema, di libri, di ricette di torte, di animali, di rapporti sentimentali, di noi. Abbiamo cercato su internet il sito di una drag queen da chiamare per la festa di compleanno di un amico comune, abbiamo commentato i video su YouTube, scegliendo il numero da farle fare.
Insomma, una boccata di aria buona dopo tanto smog.
E tutto per caso.
A volte non riesco proprio a capire le persone.
Basta un mese di lontananza (perchè sono state in vacanza, non per altro) che le ritrovi completamente cambiate.
Ho lasciato un'amica sensibile e tenera, ho ritrovato una che lancia frecciate al cianuro. Ieri sera ne ho lasciate correre due, alla terza sono sbottata.
Mi si dice di lasciar perdere, di stare zitta, di essere superiore.
Ma sinceramente anche di questa cosa ne ho piene le palle. Perchè gli altri non si fanno scrupoli e io devo sempre stare zitta?
Ve le elenco, a mo di esempio, poi dite voi.
1. "Come è elegante stasera la L... e anche la R..." (io, ovviamente, non sono una delle due nominate)
2. io: "Te la tengo io la bimba mentre vai in bagno?"
lei: "No, la tiene la R. che con lei non piange!" (veramente non ha mai pianto neanche con me!)
3. io: "E. per me sta meglio senza baffi, ma a lui piacciono tanto... non mi va di dirglielo, se lui si piace così è giusto che li tenga"
lei: "Allora glielo dico io, di me lui si fida!"
io: "Perchè, vuoi dire che di me non si fida???"
lei: "E' che lui per me ha una passione particolare..." (la persona in questione è gay n.d.r.)
io: "Veramente nell'ultimo periodo io e lui ci sentiamo tutti i giorni e anche più volte al giorno...
lei: "Ah sììì????"
Aggiungo che io non mi sento offesa, nè ferita, perchè la conosco e fa così con tutti, compresi i familiari. Ma il suo modo di voler bene non è il mio, io credo che il bene si dimostra anche con un po' di attenzione nel linguaggio, e che a volte certe frasi sono più offensive di epiteti volgari, che però sai che vengono detti per scherzare. Queste invece erano dette seriamente. E nel passato ne ho sentite tante altre.
E comunque le altre due amiche presenti mi hanno appoggiato e sostenuto. Tiè!
In questo periodo mi sento molto "Cupida". Invece di pensare a trovare l'uomo della mia vita, o per lo meno del pezzo che resta, sto facendo il diavolo a quattro per sistemare le cose agli amici. Chi cerca un nuovo amore, chi ne sta finendo uno, chi è stanco di avere storie senza futuro e cerca quella seria,...
Essendo io libera come l'aria, forse per questo ispiro a tale ruolo, perchè vedo tutto dal di fuori, con distacco, dispensando consigli e opinioni con la mia saggezza e la mia esperienza pluridecennale di inculate galattiche. Potrei scrivere un libro: "Come innamorarsi e farsi del male". Per cui dico agli altri di fare l'opposto di quello che ho fatto io a suo tempo, e il successo è assicurato!
Il mio numero di telefono può essere messo sulle Pagine Gialle alla voce "Organizzazione incontri".
Ma anche "Radiotaxi".
Cosa non si fa per gli amici....
Il mio weekend è iniziato con una sveglia alle 5.15, ma non per partire per le vacanze, bensì per accompagnare in stazione P&P (leggi Pulce e Poiana) che vanno in ferie in Calabria. Spero che queste vacanze servano a tutti per chiarirsi le idee, per leggersi dentro e capire cosa è meglio per ciascuno, senza i pensieri del lavoro e della vita quotidiana. Ma ancora la tensione c'è, ogni occasione è buona per scattare, recriminare, attaccare. Quando un rapporto prende questa piega è un segnale, e non va sottovalutato o peggio evitato. Ieri sera erano a cena da me, per evitar loro di spignattare e finire i preparativi in pace. Ogni frase veniva presa male e molti silenzi venivano riempiti con frasi di circostanza. Mi spiace che non ne vogliano parlare anche con me. Ma non posso fare niente se non offrire loro la mia amicizia, fatta di gesti concreti, come piace a me, senza tante moine e sorrisini falsi. Non sono certa che questo venga capito e apprezzato, ma io sono fatta così, non riesco a dire di no ad un amico, e se sono costretta a farlo, ci sto male. Me lo dicono tutti che sbaglio, che non devo sempre essere disponibile, ma non ce la faccio. E metto già nel conto che quando avrò bisogno io gli altri non ci saranno, come è già successo.
Ma che ci posso fare? Coglioni si nasce...
Intanto buone ferie... Destination Calabria (by Alex Gaudino)
Ognuno ha delle persone di cui prendersi cura. Lo si fa in tanti modi: per esempio scrivendo qualche sms o email ogni tanto, per chiedere e fare avere notizie; oppure dando da mangiare al gatto dei vicini mentre sono via o prendendo la loro posta; o ancora prestando qualcosa di cui hanno bisogno.
Ieri sera ho fatto una cosa che mi ha fatto pensare.
Torno a casa verso mezzanotte e appena entro mi telefona la vicina di destra (nel senso spaziale non politico!) dicendomi che i vicini di sinistra (Pulce e Poiana) non hanno chiuso a chiave il garage e che gli altri abitanti delle villette hanno visto che il cane apre la porta! Telefono a Pulce, che insieme a Poiana e ad altri amici sta andando a Bologna in discoteca. Non sono automuniti quindi non possono tornare e, dopo uno scambio di colpe reciproche tra i due, mi chiede di mettere qualcosa di pesante davanti al garage perchè non si apra. Io sotto l'acqua a catinelle vado in cerca di secchi da riempire d'acqua e posiziono i pesi davanti alla porta col cane che spinge... una scena fantozziana! I vicini intanto mi guardavano dalla finestra e sicuramente ridacchiavano sotto i baffi...
So chiaramente che è una cosa che chiunque avrebbe fatto per chiunque, non mi sento un'eroina.
Ma quando mi si dirà che non devono rendere i conti a me di quello che fanno so cosa rispondere. Eccheccazzo!
Chi passa di qua può per favore prendersi cura dei miei pesci dando loro da mangiare? Basta fare click col mouse... grazie!
Il detto "Tra moglie e marito non mettere il dito" è uno dei proverbi più veri, nel caso ci fossero anche dei proverbi non veri. La saggezza popolare è quella della quotidianità, della vita vera e non dei massimi sistemi.
Io adoro i proverbi, a volte li riadatto alle situazioni moderne, perchè anche quelli vanno aggiornati, come gli antivirus e i sistemi operativi.
Ed ecco che nasce questo.
Certo, quando una coppia di amici vive un periodo di difficoltà, chi sta intorno non può non vederlo e non parlarne. Ma quando finisce il limite tra le considerazioni personali e il pettegolezzo? Quando capisci che forse sarebbe meglio confrontarsi con gli interessati?
Da quando sono stata "adottata" da questa "famiglia", ho imparato a vedere oltre le apparenze. Ho imparato a riconoscere la sofferenza dietro le macchiette e gli atteggiamenti disinibiti. Chi per una vita ha dovuto per forza fingere di essere un'altra persona, tenendosi dentro tutto, sentimenti, emozioni, desideri, sogni, troncandoli sul nascere perchè li sentiva "sbagliati", non può che suscitare ammirazione e stima per ciò che è adesso.
Io vedo solo in questo la differenza tra un etero e un gay. Il percorso doloroso e pieno di paure, di dubbi, di solitudine, perchè ci si sente gli unici al mondo a vivere quelle paure e quei dubbi.
Forse questo porta ad essere scanzonati e burloni più degli altri, per sdrammatizzare, per esorcizzare, per ridere di se stessi, dopo essersi presi tanto, troppo sul serio.
Ma forse a volte lo scherzo non riesce a mascherare completamente una difficoltà, un disagio, un periodo buio.
Marmelade mi diceva che dovrei farmi sentire lo stesso, che dovrei parlare di quello che provo e offrire un aiuto.
Ho altri amici che invece si sono aperti, confidati, mi hanno aperto il cuore. Stavolta mi sembra che mi si voglia tenere fuori. E mi sento combattuta.
Oggi è il compleanno di Pulce, che entra nel club degli "anta".
Mi piace ricordare anche qui le persone a cui voglio bene e le loro ricorrenze, perchè questo è un po' un distaccamento della mia vita e del mio cuore.
Pulce è una persona molto importante per me. Anche se tra noi c'è una sorta di "amore-odio", per cui ci stuzzichiamo e ci becchiamo continuamente, sappiamo entrambi che ci vogliamo un gran bene. Lo conosco da 15 anni e so praticamente tutto di lui, come lui sa tutto di me. Ci capiamo con uno sguardo e sappiamo benissimo come la pensiamo senza bisogno di parlare. E' il fratello maschio che non ho mai avuto e che ho sempre desiderato. Da quando poi mi ha aperto il cuore per raccontarmi i suoi tormenti, le sue lotte interiori, lo stimo ancora di più. Sono entrata piano piano anche nella sua famiglia, sono amicissima di sua sorella, la mia Tigre, e anche suo padre e i suoi zii mi fanno sentire una di casa.
E' una di quelle amicizie che sicuramente non finirà mai, sicuramente si trasformerà nel tempo, come ci trasformiamo noi, ma sarà sempre come un faro per me, mi aiuterà a trovare la strada nella notte.
Buon compleanno, amico mio!
Fa tanta tenerezza sentire che qualcuno si preoccupa per te, che se sa che stai male o anche solo così così ti chiede notizie. A volte lo fanno persone da cui non te lo aspetti, ed è ancora più dolce. Invece quelle da cui ti aspetti qualcosa non lo fanno. Come mai?
E' strano a volte il modo di relazionarsi con gli altri, si creano dei meccanismi che non riusciamo a comandare e ne veniamo inghiottiti nostro malgrado.
Io ho la pessima abitudine di mettermi sempre nei panni degli altri. E' la mia forma mentis, e non posso farne a meno. La parola "fregarmene" non rientra nel mio vocabolario. Eppure spesso sbaglio.
Forse perchè i panni degli altri non mi vanno bene, o sono troppo larghi o troppo stretti, e forse a volte dovrei usare di più quella parola.
Invece niente, non è nel mio DNA.
E, anche se ho solo uno squallido e insignificante diploma di maturità magistrale, so capire bene cosa comporta.