Io sono sempre stata una persona ironica, chi mi conosce lo sa. Ho i miei alti e bassi, come tutti. Spesso ne parlo qui, mi sembra normale, è quello che io trovo sia giusto fare, invece di parlare di politica, di attualità, giusto per scrivere qualcosa.
Ultimamente sono un po' monotematica, come succede a chi vive un problema. C'è chi parla solo dell'ex moroso che ti ha appena lasciato, chi della ricerca di un lavoro, chi della ricerca di una casa, chi dei figli... Va a momenti, come tutto. I consigli sono sempre ben accetti e servono anche a questo, gli amici. Però a volte si vuole vedere qualcosa che non c'è.
Il mio post dei 10 motivi era un modo per prendermi in giro, ridere del fatto che continuo a parlare di queste cose. Mi hanno mandato un'email con l'incipit: "10 motivi per...", non so se c'entri con quello di Ehvvivi, probabilmente no. L'ho postato così, per giocare. Non volevo piangermi addosso nè farmi compatire. Non volevo poi essere pedante con l'uso del termine "deficiente", ma era per chiarire con Babette, che a volte mi sembra voler vedere cose che non ci sono. Mi fa piacere che mi legga e i suoi consigli sono stati utilissimi, ma "ci sto lavorando".
Però lasciatemi ogni tanto uno spazio per l'ironia. E' quella che ci salva dal mondo in cui viviamo.
Mi spiace che Babette abbia frainteso. Era una post ironico e esagerato, ovviamente. E mai ho accomunato malati e deficienti (infatti avevo usato la congiunzione "o"), e comunque deficiente è colui a cui manca qualcosa, non un demente. Si può essere deficienti di soldi, di salute, di compagnia, di autostima, di casa, di valori, di....qualsiasi cosa! Io sono deficiente di molte cose... Però qualche volta prendetemi un po' meno sul serio...era solo un'email che girava per la rete (a cui tra l'altro anche ehvvivi aveva risposto quasi in contemporanea!) per ridere un po' di se stessi.
Agli altri dico: i motivi per corteggiarmi sono gli stessi, basta vederli al contrario... Io sono così, con tutti i miei limiti e i miei pregi, le mie paranoie e le mie paure. Gli altri che mi vedano come vogliono, sinceramente me ne infischio!
Romanaaa: la canzone è dei Negramaro.
Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo e
non sa di noi
non sa di noi
non sa di noi
Cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch’io la pace
Cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c’è aria fredda intorno a noi
abbracciami se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo
E dimmi a che serve sperare
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
com'è sporca
questa pioggia sporca
Si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna a fango si ma torna
E dimmi che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione non muore
ma cambia colore
tu fammi sperare
che piove e senti pure l’odore
di questa mia pelle che è bianca
e non vuole il colore
non vuole il colore
no..
no..
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto
Bellissima canzone. Oggi non piove ma c'è un freddo cane e alla sera la nebbia lascia sulla pelle e sui vetri gocce di umidità simili alla pioggia, e ieri mentre tornavo a casa e azionavo il tergicristalli l'ho sentita alla radio.
Buona giornata!
10 dico 10 buoni motivi per cui meglio starmi alla larga:
Dimenticavo un'undicesimo motivo: sono sempre senza soldi, quindi sono tirchia, ma se faccio un regalo lo faccio col cuore e non con la carta di credito!
1. Pigiamone felpato con renne
2. calzettoni antiscivolo rossi
3. tazzona fumante con tisana drenante-purificante-rilassante, magari con babbi natali in girotondo
4. serie di dvd da guardare sotto il trapuntino sul divano
5. telefonini a portata di dito per gli ultimi sms di auguri
6. gattococcole alla massima potenza
Per tutto il resto c'è Mastercard!
Stamattina mi sono svegliata all'alba delle 10 con il mio vicino di casa che cantava a squarciagola col karaoke. Beh, sempre meglio che essere svegliati dalla Polizia che veniva a prenderti per portarti in gattabuia... Poi qualche sms, una telefonata e una visita di un'altra vicina. Tutto nella norma. Un tranquillo Natale da zitella.
Ieri un'altra amica al telefono mi diceva che dobbiamo essere un po' meno intransigenti con noi stessi, perchè così lo saremmo anche con gli altri. Forse ha ragione. Dobbiamo capire che siamo esseri umani, che possiamo sbagliare e anche senza saperlo fare del male a qualcuno a cui vogliamo bene. E che questo possono farlo anche gli altri. Ma essere troppo duri non serve se non a stare sempre peggio. Nessuno è perfetto e non è facile accettarlo, ma questo non vuol dire adagiarsi in ciò che si è senza sforzarsi di migliorare. A questo servono gli altri. Ci danno la misura della nostra imperfezione, e per questo spesso ci fanno soffrire.
Ora vado a pranzo dai miei. Oggi sarò qui nell'etere e se qualcuno passerà potremo farci 2 chiacchiere.
Buon Natale!
Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.
Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita

La rete è piena di single. Anche la blogsfera pullula di anime solitarie che non trovano requie, che vagolano per l'etere in cerca di sfoghi, di spalle virtuali a cui appoggiarsi, di tecnomaroni da spappolare con lamenti, da consigli da chiedere. Io ne sto diventando una regina. Quasi quasi mi spiacerebbe non esserlo più, magari trovare un compagno e appendere il mouse al chiodo, perchè tanto c'è LUI, il mio AMOOOOOORRRRREEEEEEE a sopportarmi e a volermi bene e a farsi spappolare i gioielli di famiglia. Che vita triste e monotona... i messaggini teneri "buongiorno amore" o "sono arrivata al lavoro tesoro", sabato a girare col carrello tra le corsie dell'iper, domenica pranzo dai suoceri e sera al cinema coi popcorn... e le uscite con le altre coppie a lamentarsi del rispettivo partner in bagno, mentre i lui discutono di calcio o di formula uno... E la ricerca spasmodica dei ragali: compleanno, sanvalentino, anniversario, natale, onomastico. E passare i weekend a stirare camicie, ad attaccare bottoni, a raccogliere ciò che semina per casa, mentre lui è divanizzato davanti alla playstation...
No, no, grazie, resto zitella...
http://it.youtube.com/watch?v=ClQ_8097JBQ
http://it.youtube.com/watch?v=O3JpP7k3YBM
Un Sereno Natale a tutti...
... e fatevi 4 risate...
AUGURIIIIIII!!!!
Ultimo giorno di scuola, solito rituale dei saluti, degli auguri, dei sorrisi falsi. Una delle mie colleghe invece mi ha regalato una pallina per l'albero dipinta a mano dicendomi: "Lo faccio solo a te perchè sei veramente sempre disponibile".
Questo piccolo gesto, insieme a certe riflessioni che mi frullano nella cabeza in questi giorni, anche grazie agli amici che mi son venuti a dire la loro quissù, mi ha fatto decidere di smettere di farmi le seghe mentali e di essere me stessa. Se agli altri vado bene, bene, se no pazienza, prendere o lasciare. Lo dicono tutti, lo dico anch'io. C'è la Ariet disponibile e generosa ma c'è anche la lunatica e la scassaminchia, c'è la scherzosa e ironica, ma anche quella che si chiude in casa per giorni con le palle in giostra, c'è quella che canta per una serata il karaoke a squarciagola e quella che piange quando si sente tradita da un amico.
Prendere o lasciare. E' tutto compreso nel pacchetto.
E sapete una cosa? Questo pacchetto non mi dispiace affatto...
Babette ha ragione. Io parlo sempre (e troppo!) di me e dei miei amici e mai della mia famiglia. E non è un caso. Io non ho mai avuto un gran bel rapporto con i miei. Mi sono sempre sentita inadeguata e molti problemi con la mia autostima dipendono da come ho vissuto l'infanzia e l'adolescenza. Ma non voglio annoiarvi. Diciamo che la svolta è stata quando sono andata a vivere da sola circa 6 anni fa. Ero convinta di essere una totale interdetta e i miei me lo ricordavano ogni volta che mi vedevano. Ma sono riuscita a farcela. Certo, non è stato facile. Io poi sono cocciuta come un mulo, non volevo aiuti da nessuno. E, errore dopo errore, ho imparato a cavarmela. Da allora diciamo che i rapporti sono diventati più sereni, perchè non più obbligati dalla convivenza forzata, ma comunque piuttosto freddi. Io con i miei non mi sono mai confidata, facevo la mia vita senza parlare con nessuno. In quello gli amici hanno sempre avuto il ruolo di appoggio morale e forse per questo per me sono quasi tutto. Io dico sempre che gli amici sono la famiglia che ci scegliamo noi. In effetti non c'è un legame di sangue, ma di affinità. Io ho sempre avuto amici molto simili a me, con cui ci si capiva anche senza parlare, con uno sguardo.
Ho, oltre a due genitori, una sorella, sposata con una meravigliosa bimba di quasi 3 anni. E' lei ora che occupa il primo posto nel mio cuore. Io e mia sorella siamo troppo diverse e non siamo mai state intime. Suo marito è un tipo insopportabile, pedante e stressante, con cui faccio fatica a stare il tempo di un pranzo. Quando 7 anni fa mia sorella mi chiese di farle da testimone non volevo accettare proprio perchè sapevo che lui non l'avrebbe resa felice. E così è, anche se non lo dice.
A Natale non facciamo quasi niente, se non mangiare i piatti tipici (tortelli di zucca per la vigilia e agnolini per il pranzo) e il pandoro.
Ho una grande invidia per le famiglie unite che per le feste si ritrovano e fanno pranzi faraonici. Noi non ci facciamo neanche i regali.
Ecco la Ariet's Family.
Babette, hai altro materiale per i tuoi studi clinici!!!
Come i film di Vanzina, ecco la seconda puntata della lettera. Siccome sono stata un po' cattiva e me ne pento, ti chiedo profondamente scusa e prometto di non essere più così acida e cinica, per favore, fammi avere:
- una cisterna di essenza rilassante da mettere nel fornellino, con la lumella sotto e che impregni Casa Ariet di positività
- un autotreno di tisana della Felicità (che non trovo da nessuna parte!)
- un ettolitro di bagnoschiuma aromaterapia da farmi un bagno con le candele accese e la musica new age in sottofondo, coi telefoni staccati per tutto il giorno.
E già che ci sei, porta le stesse cose a quei tre/quattro amici che mi hanno veramente aiutato e che dimostrano di essermi vicini col cuore.
Ecco, dai, stavolta, non chiedo tanto no?
Devo chiedere scusa a Babbo Natale per lo sfogo del post precedente, ma ero esasperata. Ogni giorno me ne capita una. E' vero, Mauri, siamo come gli altri ci vedono. Ma quello che volevo dire è che forse, dico forse, a volte gli altri se ne approfittano pure, e con la scusa "Ma tanto lei è fatta così", ci marciano. Sanno bene che sono ipersensibile su certe cose ed è lì che toccano; io mi faccio in 4 per gli altri e appena "sgarro" una volta, apriti cielo! Così sto cercando di farmi veramente i cazzi miei e di mandare tutti a c...are. Io di autocritica me ne sono sempre fatta fin troppa, non credo di avere un carattere peggiore di altri, solo su certe cose non transigo, ma perchè non transigo soprattutto con me stessa.
Ho imparato piano piano a volermi più bene, perchè mi sono sempre sentita una merda di persona, retaggio di un passato da complessata. Ma la mia natura è questa, io sono così, e come dice Mauri, prendere o lasciare. A questo punto devo veramente crederci fino in fondo e smetterla di chiedermi il perchè. E soprattutto cercare di non sentirmi in colpa per gli altri, visto che gli altri non si sentono certo in colpa per me, anzi.
Gli amici vicini siete comunque soprattutto voi, Babette. Essere vicini non è in senso fisico. Le persone che sono a meno distanza da me sono in realtà le più lontane.
E' vero che non sono i regali che fanno gli amici. Ma quando due di loro mi hanno dato in mano ieri il biglietto per il concerto di Venditti del 10 aprile, dicendomi che erano felici se andavo e che quello era il regalo che avrei fatto a loro, mi hanno fatto scoppiare in un pianto di gioia che non riuscivo più a fermare. So che sono cose che possono anche sembrare banali o semplificatrici, ma anche la loro vicinanza in un momento difficile in cui tanti se ne sono fatti un baffo, rinfacciandomi solo i miei errori, mi ha toccato il cuore.
Grazie davvero.
"Abbiamo tutti enormi difficoltà
ad accettarci così come siamo,
con questo straordinario miscuglio
di debolezza e forza,
di ignoranza e di conoscenza,
di luce e di tenebre,
di amore e di odio.
E, di fatto, fuggiamo qualcosa
che è la nostra vulnerabilità,
la nostra immensa fragilità"
Ho letto i post di un anno fa e ho scoperto con gioia... che non è cambiato un cazzo nella mia vita, se non in peggio!
Sono felice.
... ma vero, stasera probabilmente (ma devo ancora decidere, se non mi addormento prima!) esco con delle amiche che non vedo da perecchio. Quando hanno saputo del mio malessere, al contrario di altre persone, non mi hanno detto "Però sei sparita, neanche tu mi hai chiesto come sto...". Mi hanno mandato degli sms carini e pieni di affetto, facendomi capire che se voglio fare due chiacchiere loro ci sono, senza condizioni. Mai mettere delle condizioni ai rapporti: è il modo migliore per deteriorarli. Amicizia non è un bilancio aziendale: le entrate non devono essere pari o superiori alle uscite, se no si va in rosso. Per gli amici puoi anche dare sempre e ricevere poco o niente, ma sentirli comunque vicini. L'importante è che entrambe le parti non si rinfaccino dei doveri e dei diritti, che quello che fanno venga dal cuore e basta. Mi sembra che sempre di più invece si guardi solo a quello che ci viene e non a quello che dobbiamo noi. Certo, vale anche per me. So di non essere brava a dimostrare affetto, che magari sono quasi sempre gli altri a cercarmi, e non è giusto. Ma ho un difetto: temo sempre di essere invadente. Sarà che un amico anni fa mi ha accusato di sentirmi come un francobollo appiccicato addosso, e da allora mi faccio mille riguardi per non essere invasiva.
Telefonata in diretta dell'amica: niente cena, si deve rimandare... pazienza, anzi meglio così, avevo preparato i carciofi per un pinzimonio, ne avevo proprio voglia da tempo e così mi riposo davanti a "Mi manda RAI 3" sfogliando e ciucciando le foglie pucciate nell'olio e sale.
Per le amiche ci sarà un'altra occasione. So che loro ci sono.
Ieri è passato a trovarmi Gianni, un amico che non vedevo da molto tempo, per farmi conoscere finalmente la ragazza, dopo più di un anno che sono insieme.
Sono carinissimi e affiatatissimi.
Lui ha sofferto molto per una tipa anni fa, e la fine della loro storia mi aveva coinvolto, mio malgrado, perchè mi "usavano" come loro intermediaria. Terribile è stato quando lui mi ha portato le cose di lei perchè non voleva vederla per dargliele. Ora è felice e io lo sono per lui. Se lo merita davvero. E' un ragazzo molto dolce e serio, forse troppo per la sua età (ha 33 anni) e per la società in cui viviamo.
Anche se ci vediamo pochissimo è tra le persone a cui penso spesso. Ora ha pochissimo tempo libero, ma appena può passa da me o mi telefona per chiedermi se sono in casa.
Quando sono venuta a vivere qui mi aveva regalato una pianta che era durata un anno, e ora ho piantato nel terreno. Coi primi freddi però non ha retto e mi sembra che non goda di buona salute.
Ecco cosa ti fa capire che un rapporto, di qualsiasi genere, è veramente solido: quando regge le intemperie del cuore, quando supera le gelate della vita, che capitano sempre prima o poi.