Ecco.
Ho cambiato il blog.
Le persone a cui tengo l'hanno saputo e sanno dove trovarmi.
Agli altri che son passati di qui e che vogliono seguirmi ancora spero di riuscire a mandare il link (abbiate pazienza, siete tanti).
Agli anonimi e finti tali auguro tutto il bene del mondo e faccio bye-bye con la manina.
Si cambia e si volta pagina.
Si chiude una porta e si apre un portone.
E' un po' che sento che questo blog non mi appartiene più. Non so come spiegare, ma vorrei cambiare. Il fatto è che non mi va di perdere tutto, è un pezzo della mia vita comunque, e io i miei pezzi li conservo tutti. Ma vorrei trovare il sistema di chiuderlo, aprirne un'altro e poterlo avere lì, vicino.
Non sono molto esperta di queste cose, ho chiesto in giro a chi mastica più di me di informatica, ma non ho avuto soluzioni soddisfacenti al mio scopo.
Prima di tutto, Ariet non c'è più.
Fa parte di una fase che è finita e che mi ha già fatto fin troppo male.
Ora c'è una persona che si stima, si rispetta e sa farsi rispettare.
E' un nome, un nick, ma è anche la parte "zerbino" di me, quella sempre e comunque a disposizione, quella che giustifica tutto e tutti, nel nome dei buoni sentimenti.
Quella che l'ha presa ripetutamente nel culo, senza mai essere stata capita veramente.
Ora al suo posto è rinata una persona nuova, che guarda con tenerezza quella povera cogliona, che fa 200 km per gli altri, che si sveglia alle 5 per gli altri, che si fa trattare peggio che uno straccio, a cui si può dire di tutto perchè tanto lei, poveretta, ha bisogno degli altri, pensando che gli altri abbiano bisogno di lei, che però non deve chiedere e pretendere niente, non deve dare fastidio, stare a cuccia e arrivare solo quando viene chiamata, se no rompe, è invadente.
Addio, cara Ariet.
La tua casa è sempre la stessa, ma per fortuna adesso alcune porte si sono chiuse.
E si sono spalancati portoni.
Dopo lunghe indecisioni e continui ripensamenti, ho stabilito il menù per stasera:
- tagliolini al radicchio con funghi e noci
- crostini di polenta al gorgonzola
- carpaccio di speck e grana
- insalata mista
- frutta di stagione
Oggi ho una gran voglia di coccole...
Ieri col "club" si è parlato, tra le altre cose, del mio essere "aggressiva". Diciamo che ci ho pensato, non poco. Certo, non ho perso il sonno, ma ci ho riflettuto, e la cosa mi dispiace.
Spesso il nostro modo di porci agli altri condiziona i giudizi su di noi, e so che in questo io sono penalizzata. Non amo le smancerie, i sorrisini, le frasettine d'effetto. Quello che dico è magari troppo diretto e spesso forte. Ma maschera certe mie paure e insicurezze che derivano dal passato, per le quali mi sono imposta di difendermi magari apparentemente "attaccando".
Oggi ne ho parlato un po' col mio cucciolo e, con la sua solita saggezza, mi ha un po' rassicurato. Sta negli altri vedere oltre l'apparenza e capire.
Ho visto che le persone profonde e intelligenti sanno farlo, e ne sono felice, perchè non è facile. Non so mascherare le emozioni, spesso la rabbia mi fa essere anche cattiva. E non riesco a fregarmene delle cose che trovo ingiuste, non riesco a lasciar perdere.
Ma credo di avere anche dei pregi, sotto la corazza. Non mi tiro mai indietro nei chiarimenti, cerco sempre di confrontarmi, anche per decidere che non è possibile un punto di incontro, ma almeno ci provo.
Anche qui ho trovato persone che mi hanno criticato o dato consigli, che mi hanno approvato o mi hanno stroncato. Ho sempre apprezzato, tranne quando sono stati fatti giochi meschini da bambini dell'asilo. Magari ci restavo male, ma ci riflettevo.
E penso che tenere un blog abbia anche questo scopo: abituarsi a mettersi a nudo, a mettersi in gioco, anche col rischio di sembrare "lagnosa" o di esasperare coi propri problemi personali (ma il blog E' personale!).
Ok, ora vado ad affilare gli artigli...
E' passato. Un weekend difficile e complicato, con grandi emozioni e sentimenti alterni, lacrime affogate in un cuscino e balli scatenati in discoteca, non-sguardi colmi di odio e abbracci teneri pieni di sincero e disinteressato affetto. Ora iniziamo la settimana con una gran confusione, ma certa che piano piano anche questa passerà.
Intanto domani sera solita cena del club, tanto per.
Che fossi una persona complicata e che i casini me li vada a cercare non è una novità.
Ma quello che è successo ieri mi ha spiazzato e non riesco a farmene una ragione.
Esco a cena con amiche, alla fine saluto e vado verso la macchina. Davanti ad un altro ristorante esce L.
L. è l'ultimo uomo che mi ha letteralemente spezzato il cuore, a ripetizione, per anni. Una "non-storia" che mi ha fatto malissimo.
Erano almeno 3 anni che non lo vedevo nè sentivo, anche perchè avevo chiuso tutti i contatti possibili.
Mi ha fatto l'effetto di una bomba H in uno sgabuzzino.
Ho sentito le gambe cedere. La lingua asciugarsi. Il cuore scoppiare.
L.: Ma ciao!
io: .................
L.: cazzo, da quanto non ci vediamo?
io:...........................ttttt....tre anni....credo....
L.: come stai?
io: ....bbbb...bene...ttttt....tu?
L.: benone, sai che mi sono sposato?
Ora tralascio i particolari, che sarebbero noiosi, il mio cardiopalma, la pizza che mi è ballata nello stomaco.
In breve, L. si offre di accompagnarmi alla macchina. Scambiamo qualche parola banale e frasi di circostanza. Poi arrivati alla mia macchina, il casino. Ci baciamo, ci tocchiamo, ed è bellissimo, meraviglioso. Dura pochi minuti, siamo in un parcheggio sotto dei fari, ed è quello che ci salva. Se no, non so. L. era la mia anima gemella, il mio alter-ego, eravamo simili in tutto. ma era terribilmente fidanzato, e, nonostante la crisi che viveva, o diceva di vivere, non l'ha mai lasciata. Io sono stata in sospeso per due anni, tra addii e ritorni, tra richieste di aiuto e sfuriate, tra insulti e coccole. Poi ho deciso di chiudere. non reggevo, non potevo.
Adesso con quella si è sposato, e dice di stare bene, di essere felice.
Perchè cazzo mi baci allora? Cosa sono, il digestivo?
Ci salutiamo in fretta, scendo dalla macchina e salgo sulla mia in un nanosecondo.
Ovviamente mi sono addormentata dopo ore, con il sottofondo sonoro degli ululati del cane dei vicini chiuso in bagno.
Sono un casino, io.
Ieri in tutta Italia è uscito il film pluricandidato agli Oscar
"Milk".
La trama e la storia trattate sono ispirate ad un fatto vero e molto drammatico, e purtroppo ancora attuale. Ovviamente io e i miei amici del "club" eravamo tutti ai blocchi di partenza per andare a vederlo.
Ma scopriamo con tristezza che in tutta la città, che ha più sale cinematografiche che parcheggi, il film non è in programmazione.
La cosa che sconforta è il probabile motivo di tutto ciò, in una città che si proclama vicina ai diritti e sbandiera la propria appartenza alla sinistra.
Non ho parole.
Poi magari quando vincerà, come spero, una statuetta dorata, sarà programmato ovunque, anche al cinema parrocchiale.
Italiani. E bigotti.
Non è un presidente del consiglio. E' un comico, un cabarettista.
E ci rifila una figura di merda dietro l'altra.
Con la situazione che c'è, racconta le barzellette sui campi di concentramento. Tra un po' andrà a New York a raccontarle su chi buttare dalle Torri gemelle...
Come dice Vì, mi dimetto da italiana.
Adesso appena una pensa: che bello, sto bene... TRACK!... arriva la manganellata...
La cosa è questa: mio padre, quando andò a registrare la mia nascita all'anagrafe, pensò bene di non appiopparmi un nome solo, bensì due. E fin qui niente da dire. Se non che da quando mi sono iscritta alle scuole superiori ho passato le pene dell'inferno perchè non si sapeva se i due nomi erano staccati, attaccati o divisi da una lineetta.
Sull'atto di nascita c'è quella lineetta fottutissima, che mi sta rovinando la vita e sfracellando i maroni. Ma poi non si sa bene perchè e quando, la lineetta è sparita e i nomi si sono incollati.
Ora io risulto all'anagrafe con un nome e all'intendenza di finanza con due.
Oggi ho passato un'ora all'ufficio anagrafe e non sono riusciti a risolvere il problema.
Ecco.
Sto apportando molte modifiche alla mia vita. Alcune da poco, almeno all'apparenza, ma significative. Per esempio ho cambiato il nick in msn. Ariet non c'è più. Ora sono Cri.
Anche qui vorrei cambiarlo, ma non so se è possibile. Vorrei proprio cambiare blog, cambiare titolo. Qui ci sono pezzi importanti della mia vita, ma ora come ora mi sono di troppo. Non lo voglio cancellare, ma tenere lì, nel cassetto dei ricordi, e ripartire.
Stanno accadendo cose strane e fino a poco tempo fa impensabili, dentro e fuori di me. Alcune cose che pensavo mi procurassero un dolore tremendo sono sfumate come la pellicola di un film, in dissolvenza, senza drammi. Forse perchè altre di grande valore hanno preso il loro posto. I rapporti forti e veri si sentono e danno grinta.
Poi un altro grande cambiamento, ma per scaramanzia non ne parlo, è in programma.
Insomma, questo 2009 parte proprio col piede giusto...
Le nostre serate del "club" sono meglio di qualsiasi antidepressivo.
Si parla di noi, dei nostri sogni, dei nostri problemi, ma anche delle nostre passioni, delle nostre giornate, e soprattutto lo si fa condendo il tutto con una cenetta niente male e tante sane e terapeutiche risate.
AmicoAlbergatore è un comico involontario, cioè fa ridere senza rendersene conto e senza volerlo, il mio Cucciolo è tenero, dolce e riflessivo, ma ha anche l'ironia delle persone inteligenti e la sagacia di chi parla solo quando è il momento giusto, il Nogarese è quello con cui ho meno feeling, ma ci sta anche lui, visto che pare che AmicoAlbergatore non ne possa fare a meno. Assente AmicoRomagnolo, per altri impegni.
Prossimo appuntamento venerdì per la prima di "Milk", film altamente gayo.
Ho scritto su Facebook che stacco, che mi dedico ad altro. Non voglio chiudere del tutto, le cose definitive mi sembrano eccessive e solo i cretini non cambiano mai idea. Ma è un capitolo per il momento chiuso. Mi sembra più interessante fare altro che comunicare cosa sto facendo in questo momento o leggere cosa fanno gli altri.
Forse sto talmente bene che è tutto un di più, ora il mio cuore è soddisfatto e appagato.
Ho alcune persone che mi hanno trasformata, mi hanno fatto aprire gli occhi su tante cose che non volevo vedere, e il mio tempo ora è per loro.
Lascio con una grande serenità e la dedico a tutti voi, che mi leggete anche qui.
Stasera si riunisce il "Club del mercoledì", che, sotto mia insistenza, ha cambiato giorno.
Resta comunque un gruppo fantastico! Stasera seduta fotografica inclusa...
La vera felicità è nel cogliere intorno a noi tante piccole felicità.
Nell'ordine: il gatto che mi si accoccola sulle ginocchia, il caffè bollente alla mattina, poter stare sotto il piumone mentre fuori piove, leggere un bel libro, ricevere un sms che ti chiede come stai e ti regala un sorriso, un ricordo che ti fa tenerezza, un bigliettino colorato da una mano di bambino con scritto "Ti voglio bene", mia nipote, un cioccolatino, un film che fa piangere, un regalino inaspettato, il suono di una voce amica, ricevere dei fiori...
Grazie a Clio per la gentile concessione della foto del titolo.
Notiziona: al GF ci sono ben 3 omo/bisex.
Wow.
Roba da non dormirci la notte.
Tenendo conto che nella mia vita ce ne sono molti molti di più, viene da dire: embè?
Queste cose mi lasciano sempre perplessa. Nel senso: bisogna proprio farlo sapere a tutti se ci piace, detto alla Littizzetto, la iolanda o il walter?
Mi sembra che in ogni programma se non c'è un gay non va, ma il brutto è che bisogna dirlo che c'è. Come per dire: guardate che è una cosa normale.
Ecco il guaio, che bisogna farli entrare al GF perchè venga vista come una cosa normale. In realtà è solo un modo per attirare curiosità (e quindi audience) su programmi che altrimenti hanno stancato e sfracellato le balle a tutti.
Per me non cambia una virgola, io ci esco regolarmente con omosessuali, non sono fenomeni da baraccone, ci sto bene e punto. Se non lo fossero sarebbe lo stesso, io guardo le persone che sono, alcune di loro sono la cosa più bella che mi è capitata negli ultimi mesi, quello che fanno nel privato non mi interessa, mi interessa che siano felici.
Forse sarebbe meglio che affrontassero il problema diversamente, spiegando una volta per tutte che l'omosessualità non è una malattia o una perversione, ma un modo di essere come tanti altri. E che lo spiegassero anche al vaticano, che vede in essa la rovina della famiglia italiana. Che si facesse un po' di informazione e di formazione, perchè ci sono ragazzi che si ammazzano per questo.
E invece basta mettere un gay o un non-vedente o un rom al GF e si fa un servizio sociale. Come se fossero la stessa cosa, purchè se ne parli.
Che squallore...
Ci sono persone che nel mondo virtuale sono una cosa e nella realtà sono una totale delusione. Io ne ho beccate diverse e ieri una su tutte.
Abbiamo chattato per un paio di mesi su msn, parlando del più e del meno. Sembrava una persona interessante, almeno da conoscere di persona. Poi abbiamo deciso di vederci, per un te nel pomeriggio. Io, sempre molto sospettosa, decido luogo pubblico e ora strategica: se non va, ci si defila per la serata; se va, si proseguono le danze.
Arrivo all'appuntamento con un sorriso smagliante, il rossetto e in tiro da grandi occasioni. Lui molto sobrio: jeans e maglia di cachemire, camicia e un simpatico basco. Ma già l'impatto visivo non è dei migliori. Le foto a volte traggono in inganno. Ci salutiamo dandoci la mano e presentandoci, io provo a tentare un bacetto sulle guance ma non colgo reciprocità e rinuncio. Ci sediamo e ordiniamo. La conversazione langue, siamo impacciati e non so come e cosa dire. Infilo una serie di banalità e lui mi segue a ruota. Provo a dire qualche battuta per sdrammatizzare e lui non le capisce. Dopo un'ora avevo già un altissimo tasso di scassamento di coglioni. Gli argomenti si susseguono nell'ordine: il tempo, il lavoro di lui, il lavoro mio, la fotografia, i suoi corsi di fotografia, le sue fotografie (che ho già visto su flickr e non mi piacciono), il concetto di fotografia, l'attrezzatura del fotografo, le uscite fotografiche, il circolo fotografico. Io sostengo che non mi piacciono i corsi, che sono una fotografa istintiva, che non ho una tecnica, guardo nell'obiettivo e inquadro quello che mi trasmette qualcosa. Si discute su queste divergenze di opinioni per mezzora, e intanto guardo l'orologio per vedere quando posso finire questa agonia. Conclude l'incontro pagando solo per sè e salutandomi dicendo: mi sa che non c'è feeling...
Almeno una cosa lo è: perspicace.
Le vicende che succedono ogni giorno ci piombano addosso, ci entrano in casa con violenza, attraverso la voce di un cronista o le immagini di un tg. Non possiamo evitarle ed è giusto così. Siamo parte di questo mondo, di questa società, di questa cultura. Non possiamo fare gli snob e dire: non mi tocca. Non possiamo fare i superficiali e fregarcene.
La storia di Eluana, gli ultimi scontri tra vaticano e la comunità ebraica, l'assurda sessuofobia della Chiesa... non riesco ad essere distaccata da queste cose, mi indignano. E' vero che ci vogliono delle direttive, ma un pochino, dico solo un pizzico, di sana tolleranza che male può fare? Perchè bisogna per forza pensarla tutti tutti tutti allo stesso modo? Se non si fa del male, perchè queste condanne, anatemi, crociate assurde?
Pensandoci bene, quando mai la Chiesa ha scomunicato, che ne so, un mafioso? O condannato uno stato che applica la pena di morte? Quelli seguono i valori cristiani? Sono pentiti? E quindi?
Sembra che per la Chiesa l'unica fonte del male sia il sesso.
Che, tra parentesi, ci è stato donato dal "Capo". Se gli dava fastidio, poteva farci asessuati, oppure come le api e i fiori, che si impollinano svolazzando di corolla in corolla. Poteva trovare un altro sistema. Farci come delle piccole macchine del pane che sfornano figli e stop. Senza piacere. perchè sembra che il massimo dei massimi peccati sia quello: provare piacere.
Ma cos'è? La vita deve essere solo una valle di lacrime? Già ci sono tanti problemi, dobbiamo anche toglierci una delle poche gioie che rimangono.
Il problema, io lo sostengo da sempre, è che "loro" non possono (almeno sulla carta) e allora è male. O contro natura. Ma perchè, la castità è naturale? O far sesso solo nei giorni fecondi è normale? Avere il calendario di fianco al comodino, con segnate in verde le date "ok"? Ma stiamo scherzando?
E se una famiglia decide di lasciare che la natura faccia il suo corso nel corpo di una povera crista che da 20 anni è un vegetale, allora no! Lì non si può!
Mettetevi d'accordo per favore. La natura non può essere buona o cattiva secondo i vostri comodi.
Fatevi un esamino di coscienza, oltre a farlo fare a noi.
E non date la colpa alle altre religioni se perdete fedeli.
Sto cominciando la disintossicazione. Quando sento che qualcosa diventa troppo ossessivo ed eccessivo, inizio a temere. Ho già avuto altre "droghe", che mi aiutavano a tirare avanti, quando tutto andava male, conosco i sintomi, i campanelli d'allarme.
Questo mondo, il mondo virtuale, mi aveva già "rapita" anni fa, quando ho scoperto la chat. La novità, la comodità di starsene in casa, comodi, in pigiama, e poter chiacchierare con tutto il mondo, raccontarsi la propria giornata, le proprie sclerate.
Poi è arrivato, dopo anni, il blog, che è ancora il mio "posto" preferito, dopo msn, per raccontarmi. Anche questo non è stato capito da tutti ed è stato anche usato nel modo peggiore. Ma come dice la mia amica Rebecca, internet è come una medicina, sta in noi come usarlo e non abusarne.
Facebook, che era una cosa carina e divertente, è anche quello diventato un modo per far sapere le cose che si pensano senza dirle in faccia, perchè dietro una tastiera e un monitor è molto più comodo. Schiacciare il tasto "cancella" ti evita tante scocciature, tra cui il confronto. Scrivere quello che sto facendo mi ha stancato, non so, non ci trovo più niente di interessante anche lì. Come tutte le mode passa e va.
Restano alcune persone vive e vere, con cui negli ultimi mesi sto benissimo, che mi donano un sorriso e mi fanno scendere una lacrima quando ci vediamo, ci parliamo, ci abbracciamo. Sono reali, sono carne ed ossa, ci parlo al telefono, ci litigo, vado con loro a fare shopping e al cinema, ci beviamo un te e ci raccontiamo cosa abbiamo fatto durante la giornata, ci aggiorniamo sui nostri affari di cuore, progettiamo vacanze e andiamo a teatro.
Dopo tanto posso fare ciò che mi sento di fare senza sentirmi sotto processo, senza dover dimostrare niente, perchè l'amicizia è questa, prendersi per come si è, senza diritti e senza doveri, senza dover tenere la contabilità del dare e avere.
Per questo sarò molto di meno al computer e molto di più con loro, a cui dedico questo:
Quest'anno per la prima volta boicotto "Amici". Mi ha sfiancato e non mi da più niente. Meglio un bel film o un buon libro, o ancora di più chiacchiere con amici, ma quelli veri, non di Maria.
Non ci credevo.
Quando l'operatrice della società telefonica mi ha detto che la promozione per avere il nuovo modem wi-fi e l'aumento a 7 mega della connessione internet TUTTO GRATUITO scade proprio domani, non ci credevo.
Ho telefonato per caso e ho fatto bingo.
E ancora non ci credo.
Ieri sera con gli amici su FB e in msn la domanda del secolo era: ma stasera guardi il Grande Fratello o X-Factor? Ora so cosa rispondere lunedì prossimo. Tornerò al mio primo amore: Chi l'ha visto.
X-Factor non mi piace, non mi intriga la formula, non mi piace Facchinetti, non mi piace la Simo in versione giudice, Morgan mi sta sugli zebedei.
Il GF è il reality a cui sono legata affettivamente, per tradizione, non ho seguito tutte le stagioni con la stessa intensità, ma un'occhiata ce l'ho data sempre.
Ho propeso per Marcuzzi & C.
Ma già dopo un'oretta scarsa stavo morendo di noia.
Sbadigliavo peggio che a un film giapponese. A parte che cercano di fare queste boiate dei colpi di scena, eliminazioni a tradimento, che ormai si aspettano tutti, prevedibilissime.
Poi vogliamo parlare dei concorrenti? Non se ne salva uno. Ma dico, la gente normale in Italia non c'è? Una che si è regalata per il 18° compleanno delle tette misura 6a, una che parla come una ebete, uno che pensa di assomigliare a Tom Cruise, anzi che è Tom Cruise che assomiglia a lui, un'hostess dell'Alitalia, un surfista che sembra il fratello minore di Carlo Capponi, ma più antipatico, una che ti arriva in casa con un pitone, e... IL MAGGIORDOMO DEI SAVOIA!!!!! Ma cioè???
Pensano che allestire il Circo Orfei basti a tirar su una trasmissione?
E poi chi chiamano come opinionista? Uno nuovo: Signorini!!!!! Madonna benedetta... che colpo di genio!
Basta, chiuso, stop. Torno alle sane abitudini di una volta.
Lunedì cinema.
Stanotte ero a letto, leggendo un libro, mentre al di là del muro cantavano il karaoke. Eppure non ero infastidita, anzi. Sto scoprendo il piacere di stare bene anche da sola, facendo solo le cose che mi piacciono solo con chi mi piace. Basta beneficienza, come dice il mio cucciolo. Un tempo ero sempre fuori, cercavo sempre gente intorno a me, organizzavo, chiamavo, mi facevo in quattro, proponevo. Però non era mai abbastanza, mi sentivo comunque sola. E quando tornavo in casa e chiudevo la porta dietro di me, entravo nell'incubo. Quella casa era l'inferno della mia solitudine, faceva esplodere la mia sofferenza. Quando si sta male con se stessi non c'è nessuno che possa colmare la solitudine.
Ora invece bramo le giornate in casa da sola, mi aggrego alle proproste altrui, e il bello è che ora ne arrivano molte di più. Addirittura a volte declino più di un invito. Ieri avevo due inviti, ma ho preferito il calduccio della mia casetta, un brodo caldo, un buon libro sotto il piumone. E oggi sto benissimo, ancora qualche colpo di tosse, ma il peggio è passato.
Credo che raggiungere questo obiettivo sia un passo importante per la vita di ogni persona. Chi non sa stare da solo, per paura della solitudine, fa cose impensabili, anche a scapito della sua dignità. Chi non sa stare da solo non si vuole bene, e chi non sa voler bene a se stesso non può volerne agli altri. Si confonde il voler bene con il bisogno degli altri.
Io, che adesso non ho bisogno degli altri, sento di amarli molto di più.
Ennesimo cambio di programma. Non sono in forma per incontri socialmente utili, sono rinco e con le ovaie in giostra. Gli incontri importanti vanno affrontati in piena forma e nel massimo splendore, non con l'aspetto di un mocio. Tutto slitta di una settimana.
Ho approfittato per dare una bella pulita alla cucina, che, con le ultime cene, merende, aperitivi, pre e dopo cinema, aveva un'aria molto...vissuta! Poi, esausta, mi son buttata sul letto e ho pensato a come in poco più di un mese il mio modo di vedere le cose sia cambiato, a come tutto appare sotto un'altra luce. Di questo miracolo devo dire grazie sicuramente ad una persona specialissima, che mi ha dato e mi sta dando tanto affetto sincero, una persona che in appunto poco più di un mese mi sta trasformando, che solo fino a metà novembre non conoscevo neppure... Una persona che è come se fosse stata con me da sempre, che indovina le parole che sto per dire e sa le cose che mi fanno stare bene...
Grazie, e tu sai che sei tu!!!
Ieri avevo detto che sarebbe stato un weekend in casa e già alle 21 i miei progetti erano stati sconvolti.
Praticamente non starò in casa un minuto.
Questo raffreddore non molla, ora si è aggiunta una tosse che ogni colpo mi fa rintronare. Stamattina inizio servizio alle 12.15, posso almeno recuperare la connessione lentamente come piace a me: vagare per casa in piagiama, stare in bagno finchè voglio, cazzeggiare su internet. Poi solo 3 ore di lezione. Sicuramente questo weekend sarà all'insegna della clausura, visto il mio stato. Ma va bene. Col freddo che c'è chi ha voglia di uscire? Ho una bella scorta di film da vedere e anche di cosette da finire. Per esempio avrei lo studio da sistemare, la scrivania e gli scaffali. Poi disfare albero e togliere i pochi addobbi che ho messo, ritornare alla vita normale.
Spero solo una cosa: che stanotte non debba sentire gli ululati di un cane, perchè potrei non rispondere delle mie azioni....
... si vede dal mattino, questo 2009 non parte bene. Ho preso il raffreddore del secolo. Mica un raffreddore semplice come tutti, naso che cola, occhi rossi, starnuti... eh no! Io il raffreddore o formato famiglia o niente!
Da ieri al posto del naso ho un peperone, la testa che scoppia, gli occhi di un geco, i bronchi che fumano a forza di tossire.
Ovviamente si va a scuola lo stesso, perchè nemmeno mezza linea di febbre.
Notte mezza in bianco a rigirarmi per trovare la posizione in cui il naso poteva tirar su aria sufficiente alla sopravvivenza.
Ma, nonostante questo, sono felice.
Percepisco intorno a me tante forze positive (forse sono i deliri per la carenza di ossigeno...), e mai come ora mi sento soddisfatta di me...
Sono persino riuscita a personalizzare la foto del template del blog... sto diventando il genio del piccì!!! Sarà il mio cucciolo che mi trasmette il suo sapere...